Osserfare - Frosinone e Latina sui mercati internazionali I semestre 2026
Nel primo semestre 2026 le vendite all’estero del nostro Paese crescono del 4,5% (a fronte del +2,2%, riferito all’analogo periodo del 2025), per un ammontare complessivo delle esportazioni nazionali che supera i 337 miliardi di euro. Al riguardo, considerato l’acuirsi delle tensioni internazionali con la crisi nel golfo Persico, che ha determinato crescenti criticità connesse ai costi dell’energia e delle materie prime e alla difficoltà di approvvigionamento dovute ai limitati traffici nello stretto di Hormuz, il Made in Italy conferma una importante solidità.
Peraltro, il confronto con l’analogo periodo precedente è condizionato dal contributo determinante del settore farmaceutico, la cui progressione esponenziale delle vendite oltre confine, avvenuta nel primo semestre 2025 (+38,2%) a causa delle incertezze connesse alle politiche commerciali restrittive americane, ha generato una corsa all’anticipo delle spedizioni verso le destinazioni statunitensi. Variabili, queste ultime, che lo scorso anno hanno generato la decisa accelerazione delle vendite all’estero laziali, atteso che l’accantonamento delle scorte oltreoceano è avvenuto con maggiore intensità per la Farmaceutica, che nel Lazio spiega la metà dell’export (11% a livello Italia). Non sorprende, dunque, il ridimensionamento realizzatosi nei primi sei mesi di quest’anno delle esportazioni laziali (-6,8%, a fronte del +19,8% del primo semestre 2025), che si attestano sui 18 miliardi di euro, performance che rappresenta il secondo valore più elevato nell’ultimo quinquennio, con una crescita rispetto all’analogo periodo del 2021 del 28%.
Considerando le province di Latina e Frosinone, che assorbono poco meno del 60% dell’export laziale e il 33% dei flussi in entrata, il valore delle esportazioni si mantiene superiore a 10 miliardi di euro, in rallentamento del 3,7%, rispetto all’accelerazione dello scorso biennio (oltre il +22% in entrambe le prime semestrali targate 2024 e 2025).
Tab. 1: Import – Export del Lazio per provincia
Per quanto attiene la provincia di Frosinone, le vendite all’estero sfiorano i 4,9 miliardi di euro e mostrano un rallentamento che, in relazione alle dinamiche geopolitiche in atto, è da ritenersi “fisiologico” dopo il deciso rimbalzo precedente (+41,8%); tale ridimensionamento si realizza con una significativa maggiore accentuazione nel secondo quarto. Come già evidenziato, il confronto tendenziale è condizionato dall’accelerazione del segmento Farmaceutico, avvenuta nel primo semestre 2025, nel corso del quale i flussi sono stati “dirottati” verso il mercato statunitense dalle tensioni connesse ai dazi; al riguardo, gli acquisti dagli USA (giunti a spiegare il 70% dell’export del Pharma del Frusinate, a fronte del 18% riferito al periodo gennaio-giugno 2024) replicano i valori precedenti, pressoché triplicati nell’ultimo triennio.
Oltre al ridimensionamento del segmento Farmaceutico (-21,1%, a fronte del rimbalzo precedente del 60,3), che spiega i 3/4 dei flussi della manifattura del Frusinate, altrettanto, proseguono le “pressioni” sulla filiera dell’Automotive (-5,3% la variazione tendenziale, che si aggiunge al -9,6% ed al -26,3% riferiti rispettivamente al primo semestre 2025 e 2024). Da segnalare l’ulteriore significativa contrazione delle vendite di autoveicoli (-17,4%, che spiegano l’88% dei flussi), in linea con il trend di decrescita dell’ultimo biennio, la stazionarietà del segmento delle “Parti e accessori per autoveicoli e loro motori”, mentre l’aerospazio, torna in espansione (+48,5%).
In terra pontina, prosegue l’espansione delle vendite all’estero (+7,9%, che si aggiunge al +9,5% e al +27,2% riferiti rispettivamente al primo semestre 2025 e 2024), realizzatasi con la maggiore accentuazione nel secondo quarto, per un valore cumulato a fine periodo che sfiora i 5,7 miliardi di euro. Al riguardo, l’80% dei maggiori flussi verso l’estero è appannaggio del settore farmaceutico (+7,7% la variazione tendenziale), che conferma le dinamiche positive (+7,7%, che si aggiunge al +10% precedente e al deciso rimbalzo targato 2024 del +35,2%), consolidando il primato delle destinazioni europee.
Tra i punti di forza dell’export pontino, si segnala la buona performance delle colture agricole non permanenti (orticole) che superano i 146 milioni di euro di vendite oltre frontiera (pari ai 3/4 dell’export laziale), confermando il trend positivo dell’ultimo triennio. In particolare, tali produzioni rappresentano il segmento più significativo in termini di flussi pontini verso l’estero del comparto agricolo e posizionano Latina al 3° posto nella graduatoria nazionale delle province per valore delle merci esportate.
Il commento del Presidente Giovanni Acampora
I segnali dei mercati internazionali indicano con chiarezza, in primis, che il Basso Lazio ha un posizionamento eccezionale nel panorama regionale, atteso che i nostri territori rappresentano stabilmente oltre il 50% delle esportazioni laziali e nell’ultimo quinquennio hanno registrato una crescita vigorosa superiore al 40%. Ci dicono anche che la diversificazione dei mercati è oggi prioritaria per limitare le dipendenze geopolitiche e i rischi connessi alla monodirezionalità dei flussi. Le crescenti barriere (tariffarie e non) rendono complesso gestire le catene del valore, con costi di approvvigionamento e di trasporto influenzati dai conflitti in corso che stanno modificando la geografia dei traffici internazionali, come dimostrano le tensioni commerciali dovute alla crisi dello stretto di Hormuz. Gli scenari impongono di trovare nuovi spunti in mercati di sbocco alternativi e questo richiede una grande attenzione alle PMI, che necessitano di percorsi più strutturati per affrontare con successo i contesti internazionali.
Su questi temi la Camera di Commercio, anche attraverso l’Azienda Speciale Informare, è in prima linea, in primis, con i bandi per l’internazionalizzazione: negli ultimi cinque anni abbiamo messo a disposizione risorse che sfiorano i 2 milioni di euro; misure che hanno avuto un riscontro molto positivo e che hanno permesso alle imprese di portare avanti i loro progetti sui mercati esteri.
Altrettanto importante l’impegno sulla formazione mirata alla qualificazione delle imprese del nostro territorio per favorire la conoscenza dei mercati e il posizionamento con continuità all’estero, che oggi richiede competenze manageriali sempre più elevate.
Attività che portiamo avanti con importanti partnership con le Business school della LUISS e del Sole24ore, che ci hanno permesso di realizzare percorsi formativi intensivi sull’internazionalizzazione di impresa.
Inoltre, stiamo svolgendo un grande lavoro per favorire l’apertura ai mercati esteri dei nostri imprenditori, anche attraverso l’organizzazione di incoming con buyer stranieri e la partecipazione alle fiere internazionali. Ad ottobre, insieme alla Regione Lazio, saremo al Sial di Parigi, una delle più importanti fiere internazionali del settore Food & Beverage e stiamo raccogliendo le adesioni per portare il prossimo anno le nostre eccellenze della meccanica al MECSPE, di Bologna.
Un impegno che potremo rafforzare grazie anche al recente accordo siglato con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, che sancisce l’entrata a pieno titolo delle Camere di Commercio, con la regia di Unioncamere, nella squadra del Sistema Italia ottenendo, finalmente, il riconoscimento del nostro importante ruolo di riferimento per le imprese del territorio. Un’intesa che è già operativa e che ci vede impegnati, insieme al Maeci e alle Agenzie nazionali, nel percorso di promozione del Piano di Azione per l’export verso la Conferenza Nazionale, con la 3° tappa del 6 ottobre prossimo dedicata al Centro Italia; si tratta di un’opportunità straordinaria e come Camera ci auspichiamo un’ampia partecipazione da parte delle imprese dei nostri territori.