Le diverse procedure

La norma prevede tre distinte procedure di sovraindebitamento molto diverse tra loro, a cui con l’avvento del codice della crisi si è aggiunta una quarta possibilità del tutto nuova, sotto forma di semplice domanda.

Piano del Consumatore può essere utilizzato  esclusivamente dalle persone fisiche che abbiano contratto debiti per scopi estranei all'attività imprenditoriale o professionale, ovverosia dai consumatori.

Oltre alla qualifica di consumatore, sono necessari i seguenti ulteriori presupposti:

  • Il consumatore deve trovarsi in stato di sovraindebitamento. Il debito deve essere quindi di ammontare tale da non permettere al consumatore di risanarlo con il proprio patrimonio.
  • Il consumatore non deve essere soggetto a procedure concorsuali diverse da quelle previste dal capo della legge numero 3/2012 che regola il piano e non deve aver fornito documentazione che non consente di ricostruire compiutamente la sua situazione economica e patrimoniale.
  • Il piano non deve essere già stato richiesto nei cinque anni precedenti e non vi deve essere stata risoluzione, revoca o cessazione dei suoi effetti.

Il piano del consumatore altro non è che un piano di ristrutturazione attraverso il quale il consumatore che versa in difficoltà economiche può  rinegoziare i propri debiti.
 La proposta di piano del consumatore va depositata presso il Tribunale del luogo di residenza del debitore, con allegata una relazione particolareggiata sulla fattibilità del medesimo redatta dal Gestore della Crisi incaricato dall’Organismo di Composizione della Crisi.
Il Giudice verificata la fattibilità del piano e la sua idoneità ad assicurare il pagamento dei crediti, il giudice procede all'omologazione del medesimo.

 
Accordo di composizione della crisi: ai creditori viene proposto un progetto con importi e tempi definiti per saldare in tutto o in parte i debiti. E’ riservato alle imprese e ai professionisti L'accordo è raggiunto se sono favorevoli i creditori che rappresentano almeno il 60% della massa debitoria. In questo caso è permessa la continuità dell’impresa, e  la salvaguardia del patrimonio debitore che può scegliere quali  beni destinare al soddisfacimento del ceto creditorio

Liquidazione controllata del sovraindebitato, o liquidazione del patrimonio: nelle situazioni più difficili è possibile chiedere al Tribunale che i debiti vengano pagati in tutto o in parte con la Liquidazione del proprio patrimonio. All'esito della procedura di gestione della crisi il debitore che abbia operato con impegno e correttezza può beneficiare, previa verifica delle condizioni, dell'esdebitazione. L'esdebitazione comporta la possibilità di lasciarsi alle spalle i vecchi debiti anche se attraverso la gestione della crisi sono stati pagati solo in parte.

Esdebitazione del debitore incapiente. Nel caso particolare di un debitore senza patrimonio e senza redditi stabili, è possibile accedere, in questo caso una volta sola nella vita, comunque alla cancellazione di tutti i debiti senza versare nulla. La procedura resta aperta per 4 anni durante i quali la sfera economica del soggetto liberato dai debiti viene monitorata. In questo specifico caso sarà però necessario dimostrare di essere stati “meritevoli” ovvero che non si è creata volontariamente questa situazione e che si è sempre cercato di saldare i debiti senza “scappatoie”. Tale procedura è stata introdotta  dal nuovo codice della crisi.

 

Procedure familiari

La disciplina  dettata dal nuovo  codice della crisi, prevede la possibilità che membri della stessa famiglia, indebitati, possano avviare un’unica procedura, riducendone così  i costi e  i tempi.

Per l’accesso alla procedura cd “familiare” occorre che si verifiche almeno una delle condizioni seguenti:

  • che i membri della famiglia siano conviventi
  • che il sovraindebitamento abbia un’origine comune

 

Ultima modifica
Gio 04 Nov, 2021